Poesie/Aforismi

Dal libro Scaturimenti di Stefano Viviani

I tre falchi volavano simmetricamente,
temibilmente equidisposti.
L’ombra dei loro artigli affilati
nella penombra del baratro.

La vista spietata,
infallibile che tutto scorgeva.
Prede infinite e grasse
e l’odore del timore che si innalza,
come pietanza succulenta.

L’incentivo spirituale aldilà dell’orizzonte
protetto dalle piume d’argento
del falco più scintillante.

La loro fedeltà è incorruttibile
puoi alzare lo sguardo e seguirli,
puoi strapparti dal tuo limbo statico elusivo,
dove l’oscurità ti ha deluso
essi risplendono per sempre.

(Stefano Viviani – “Scaturimenti” 2015)

La tempesta si placò leggiadra,
inanimata la coltre del sospetto.
Il lieto fine che condusse
al pendio scosceso dove fu svelato
l’ingresso del sentiero che conduceva alla libertà.

Sopravvento al nemico,
giungemmo dopo astuta navigazione.

Il comandante naviga tra la linea virtuale
che determina ciò che consideri follia
e quello che ritieni possa essere genialità.

Fuorviati e dispersi tra le onde
coloro che non comandano il vento.

(Stefano Viviani – “Scaturimenti” 2015)

Gli occhi aperti bruscamente,
per osservare sorpreso
la scia luminosa di un grande sogno ormai spento.

Si è dispersa nella danza onerosa
di una mordace cerimonia nuziale.
L’attesissima conclusione in questo inizio fantastico,
per il piacere riflesso di questa nuova esistenza.

La eterna fine
disegnata con il suo velo fluente,
dove il mio spirito era sottile
e sobillava in ritardo
alla corona argentata
del bacio freddo della morte,
attirata da ogni passo
in quelle scale interminabili.

Dove sei finita forza senza limiti? Sentiero d’oro e segreti…

L’unica emozione di purezza barcollante
per la quale la fine non volle intervenire.

(Stefano Viviani – “Scaturimenti” 2015)

Ciò che più risplende fuori nelle tenebre
toglie via il mantello scuro.
Sempre luce ci sarà,
se i sipari giù cadranno,
non c’è morte, se non c’è inganno.
Tutto passa tra le righe
di un sogno che lega con la realtà,
non è un semplice pensiero
che lunghi e vaghi sospiri,
da sempre e oltre, tiene sospinti.

Ci rincorre la speranza del futuro che si attende.
Una sorte alle volte inimica…
Ma siamo noi che spesso la rendiamo ostile,
troppo piccoli ed esili
rispetto all’immensità che ci circonda.

La stessa vita ferma la giostra
e via il divertir spassoso,
mentre si intravede un orizzonte lontano
e si ammirano le sfumature di un tramonto,
ed è grazie al desiderio di raggiungere il sole
che noi frettolosi ci incamminiamo.

(Stefano Viviani – “Scaturimenti” 2015)

Riesci a sentire…
Riesci a percepire…

O come inutile temeraria storia tiepida
ti evolvi, non comprendi
non immagini di essere qui.
È cominciata proprio dove era finita,
questa melodia senza regole,
questo riflesso di occhi freddi
veramente splendenti.
Sei difficile da comprendere,
ma facile da analizzare.

Riesci a sentire…
Riesci a percepire…

Hai smosso le sabbie più fine,
alle mani ingenue hai posto fine.
Tu possiedi una anima volenterosa,

spostala più in là…
spostala più in là…

Adesso posso guardarti e ridere
se mantieni la nostalgia per ferirti
dove nessuno riesce a colpirti.
Convertiamo la spinosa rassegnazione
tu possedevi il sogno…

Riesci a sentire…
Riesci a percepire…

Quella fiammella indispettita, turbata
che sovverte lo scorrere del tempo,
che inganna la superiore traversia
Come una cinese serigrafia…
La verità, che non più si troverà
aldilà da quello che tu soffri
ed esprimi…
Non importa adesso vivi…
Ti ricordi dove hai messo
il tuo capolavoro?
Non c’è mai stato un capolavoro ?

Riesci a sentire…
Riesci a percepire…

Adesso prendi in custodia la tua fragile litania,
convincimi e convinciti che sei mia…
Nella scomparsa del dubbio più grande.
Con una sorpresa lampante
Esplose il grido:

“hai vinto l’essenza”…

Riconoscimi piangendo mentre esplode il cuore che non odi.
io voglio sorprenderti…
Quando non sapevi che ciò che percepivi,
ti rendeva già mia.

(Stefano Viviani – “Scaturimenti” 2015)

Correte pure all’interno del castello di pietra e sogni,
con balzi fulminei e trepidanti,
aldilà del confine della realtà.
Lucide prove d’assedio
tra le onde dinamiche ed impaurite,
nelle cellule neuronali di un folle servo d’amore
ed il sapore misterioso di un umanità incomprensibile.

Accecati gli occhi della superbia,
distesi e distorti tra sabbie finissime,
con un onore filtrato da un fiato velato,
abbracciato al vetro appannato
di un faro acceso da sempre.

L’ombra di un falco in picchiata
trasfigurata sulle mura difensive
che proteggono ed avvolgono tutti i sogni.

Maestose stelle inabissate
e anime valorose in orbita come pianeti.
Lusingato è lo sguardo,
che attraversa in un istante anni luce.

(Stefano Viviani – “Scaturimenti” 2015)

Folate di vento percettivo
scavano abissali passaggi nell’archetipo.

Attendiamo risposte dalla quercia millenaria.
Vorremmo servire degne regine
e giusti regnanti sui troni.
Ma in questa scacchiera
non sono ben definiti
né i neri né i bianchi.

Non abbiamo bisogno
di giullari di corte,
né di fanfare
al nostro passaggio.

Folate di vento percettivo
spezzano gli steli più fragili.

Noi abbiamo mosso per primi,
adesso fate il vostro gioco,
muovete pure.

(Stefano Viviani – “Scaturimenti” 2015)